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In Albania
La Zadrima è la regione albanese in cui sorge Vau Dejes, dove qualche anno prima Gianluca aveva salutato i suoi nuovi amici promettendo che un giorno sarebbe tornato per aiutarli. La zona è una landa desolata in cui la maggior parte della popolazione vive ancora in condizioni di estrema povertà, concentrata in piccoli villaggi o sparsa sulle montagne, nel più completo isolamento.
Al nostro arrivo, nel "96, mancava tutto: case, strade, acqua, energia elettrica, scuole, lavoro, assistenza medica. La maggior parte della gente abitava in baracche fatiscenti, tirate su alla meglio con tavole e lamiere, che diventavano forni incandescenti sotto i raggi del sole e gelide bicocche nei mesi invernali. Anche chi aveva la fortuna di abitare in una “casa” di mattoni, naturalmente senza vetri alle finestre, non sapeva cosa volesse dire “illuminazione” e “riscaldamento”.
LE CASETTE
Decidiamo di cominciare la nostra missione col dare un riparo e un’esistenza dignitosa ai più bisognosi. Riusciamo a costruire sette casette composte da due camere e servizi e le assegniamo ad altrettante famiglie senza tetto.
LA LINEA ELETTRICA DI FANGU E LA STRADA CARRABILE
Nel contempo potenziamo, sempre a Vau Dejes, la linea elettrica del poverissimo quartiere Fangu e, per consentire ai ragazzi di raggiungere la loro scuola, apriamo una strada carrabile prosciugando un acquitrino e costruendo canali di drenaggio delle acque.
IL CENTRO EDUCATIVO
Sempre nella zona Fangu, decidiamo di costruire il Centro Educativo "Gianluca Felici" per accogliere i bambini e i ragazzi che non hanno un posto dove riiunirsi, giocare e fare catechismo. (Vedi Progetti Educativi)
IL POZZO
Via via che aumenta il numero dei bambini che affollano il Centro, l'acqua a disposizione diventa insufficiente al fabbisogno giornaliero. Si rende pertanto necessario provvedere alla costruzione di un pozzo che garantisca la quantita d'acqua necessaria a coprire il maggior consumo.
L'ARGINE
Imprevisto quanto urgente è il problema di provvedere al contenimento delle acque di un torrente che scorre proprio vicino al Centro Educativo e che, appena cominciano le prime piogge, spunta improvviso e minaccioso dalla terra riarsa.
Ad effettuare il sopralluogo è il Gen. del Genio militare italiano, ing. Mario Pellegrino che presta la sua opera di consulenza del tutto gratuitamente. Il costo dell’opera, un argine in cemento armato lungo oltre 100 metri del torrente, ha prosciugato le nostre risorse economiche ma non ci scoraggiamo, fiduciosi sempre nella Provvidenza. Ora che abbiamo provveduto alla costruzione dell’argine, ci sentiamo più sicuri e possiamo stare più tranquilli per l’incolumità dei bambini e dello stesso edificio.
In Brasile:
UN TETTO PER I MENO ABBIENTI "1.500 EURO PER UNA CASA"
Tra i tanti progetti che le suore dorotee impegnate nelle missioni di Carpina (stato di Pernambuco) e Marabà (stato del Parà) ci propongono, abbracciamo quello della costruzione di abitazioni per le famiglie più indigenti, perchè ci ricorda i nostri primi passi in Albania, le prime “casette” costruite, sempre grazie al Vostro prezioso contributo.
Ogni casetta, in Brasile, costa 1500 Euro: non sono poi molti, soprattutto se si pensa a cosa possono rappresentare per una famiglia di sem terra o per dei meninos de rua…
Per noi la casa è un rifugio; per loro è una possibilità di sfuggire agli “squadroni della morte”!
Ne abbiamo fatte costruire 17.
"CESTE BASICHE"
Distribuzione mensile di pacchi viveri di prima necessità per le famiglie estremamente indigenti e per i malati hanseniani che hanno bisogno di un latte molto costoso.
"50 EURO PER UN LETTO"
Vedendo tanti piccoli dormire per terra su un pezzo di cartone o di plastica, con conseguenti malattie respiratorie, abbiamo varato un progetto per fornire i più poveri di una rete e di un materasso. Il primo a beneficiarne è stato Wilson che si è messo a cantare diffondendo la notizia a tutto il quartiere. Il progetto portato avanti per tutto il 2007, ci ha permesso l'acquisto di oltre 60 letti completi di materasso per la gioia di tanti bambini e delle loro mamme.
In Camerun:
POZZO A MATOMBE
Anche il nostro primo intervento in Camerun, sempre nelle missioni delle suore dorotee, è stato di carattere sociale. Nella missione di Matombe manca l’acqua, i luoghi dove è possibile attingerla sono molto lontani e i mezzi di trasporto inesistenti. Occorrono braccia e gambe forti per trascinare secchi e bidoni per chilometri su strade polverose… Non ci resta che scavare un pozzo per la gioia di tutto il villaggio…
In tutte le nostre iniziative, ci serviamo sempre di manodopera locale che riusciamo a retribuire con un adeguato salario o con beni di conforto.