la forza dei nostri ricordi - Associazione Gianluca Felici Onlus

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la forza dei nostri ricordi

(nella foto Gianluca a 10 anni)

Settembre 1996: ha inizio il nostro viaggio. Nasce l’Associazione Gianluca Felici.

Senza conoscere bene la nostra destinazione, senza conoscere il nostro percorso né gli ostacoli e le soddisfazioni che avremmo incontrato sulla strada, ma consapevoli dell’amicizia che ci legava ai nostri compagni di viaggio, siamo partiti verso quest’avventura che ci ha portati fin qui…
E lungo il percorso non siamo mai stati soli. Gianluca ci ha accompagnato sempre, nei momenti importanti e in quelli più impegnativi.
Era con noi nelle prime difficili scelte: da dove si parte per costruire un’associazione? come si fa? cosa serve? Quante domande che sembravano senza soluzione... Eppure la risposta l’avevamo sotto gli occhi: tutto ciò che bastava eravamo noi. Con il nostro impegno e la nostra volontà di realizzare un sogno.
Il resto è venuto da sé, col tempo. Prima un piccolo gruppo di amici, poi un giornalino attraverso cui raccontare a parenti e conoscenti quello che volevamo fare e documentare i nostri progetti. E attraverso il quale chiedevamo aiuto: si, perché da soli non ce l’avremmo mai fatta. Ed eccolo arrivare quell’aiuto sognato e quasi insperato. La nostra voce era stata ascoltata, il nostro messaggio raccolto. Gianluca ci dava una mano a farci sentire.
Una, dieci, cento, mille risposte. Il nostro sogno era un piccolo tam-tam che con voce sommessa si stava facendo sentire. Ed ecco a seguire i progetti: in Albania prima, in Camerun e in Brasile poi. Stavamo arrivando lontano, oltre le nostre aspettative. Sempre con Gianluca al nostro fianco, ad indirizzarci nella giusta direzione quando la strada sembrava senza uscita. A darci il coraggio per insistere quando  lo sconforto ci opprimeva. A gioire con noi quando vedevamo finalmente concretizzarsi un progetto davanti ai nostri occhi.
Settembre 2011: sono passati quindici anni! Quindici lunghi anni che sembrano essere volati via in un attimo.
Ma ancora insieme, ancora uniti, ancora noi. Adesso come allora per trasformare una perdita in un nuovo incontro, un dolore in speranza, lo strazio della morte in un grido di vita.

L’associazione ha realizzato tanto. Abbiamo dato una casa a chi ne aveva bisogno, portato l’acqua a chi non ne aveva, insegnato un mestiere a chi voleva imparare, regalato un centro educativo ai bambini di Vau Dejes. E dato vita a tanti altri progetti che in questi anni abbiamo avuto la possibilità di portare a termine.
Stiamo mantenendo la promessa. Stiamo crescendo. Abbiamo capito che facendo del bene agli altri lo stiamo facendo anche a noi stessi.
Alessandro, Cecilia e Federica

 
 
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