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Congo: Progetti realizzati

Il Congo è uno dei Paesi potenzialmente più ricchi d’Africa, soprattutto per i metalli utilizzati per le tecnologie più avanzate: coltan, tantalio, litio, cobalto e ancora diamanti, oro, argento, uranio e rame.. La maledizione di questo Paese è proprio la sua immensa ricchezza. Per questo, oggi, il Congo è un Paese destabilizzato in preda a massacri, saccheggi, espropriazioni, uccisioni, violenze, soprusi, malnutrizione e fame.
Drammi quotidiani fatti preghiera (Esperienze di vita vissuta).
 
Vi ho introdotto nel Congo con una preghiera “disperata “ di suor Renata.
Quel grido: “dov’eri, mio Dio?” l’ho lanciato disperatamente anch’io quando ho avuto la terribile notizia che Gianluca non c’era più e chissà quante altre mamme straziate l’hanno fatto. Poi, suor Renata ci ha spiegato da dove scaturiva quella preghiera fatta con rabbia…
Come al solito, due volte la settimana vado al Villaggio di Mitendi per visitare la nostra maternità con le mamme e i loro piccoli appena nati, portare da mangiare ai bambini mal nutriti, integrare di medicine il dispensario e medicare le persone in attesa nell’ambulatorio ma più di tutto, prestare ascolto ai molteplici problemi e cercare di dare un consiglio o un aiuto quando è possibile. Ma quel giorno i problemi erano nelle capanne vicine. Il cielo era grigio e al posto delle grida di gioia dei bambini ci arrivavano alle orecchie nenie di “matanga”.
In una capanna decorosa, uomini e donne ben separati, vegliavano il corpo di una giovane stesa in una bara di legno pregiato sotto un lussuoso baldacchino, naturalmente affittato. La giovane, in abito da sposa bianco ornato di pizzi, aveva diciotto anni e si chiamava Raffaella. Era morta in una clinica di Kinshasa ed era vestita da sposa perché aveva l’età in cui una ragazza può convolare a nozze. Ma la morte le aveva strappato quella opportunità di gioia… Raffaella era orfana di mamma ma era circondata da tante signore “bene” che le allontanavano le mosche con fiori di plastica variopinti. Dall’altro lato della Maternità vi era un’altra capanna con un’altra “matanga” (veglia funebre).
La capanna era piccola, con il pavimento di terra battuta, la porta semichiusa fatta per metà di legno e per metà con pezzi di lamiera arrugginiti, le frasche del tetto assicurate con pietre. Su altre pietre sedevano le poche donne che allontanavano le mosche con un ventaglio fatto con una striscia di carta igienica legata attorno ad un bastoncino. La mamma, disperata, era seduta per terra appoggiata alla bara in cui c’era la sua bambina. Una stuoia di canne di bambù coperta di foglie la proteggeva dal sole che s’infiltrava cocente attraverso il tetto sbrindellato.
La ragazza, ancora adolescente, al sesto mese di gravidanza, aveva tentato l’aborto con mezzi primitivi per paura dei genitori o per il disonore o per non “rovinare” la propria vita ancora in boccio… Non portava l’abito da sposa e la mamma, ancora ignara del perché di quella morte, mi disse: “Avevo sette figli, ora me ne restano solo sei”. Signore, perché tutto questo? Perché le nostre ragazze ancora muoiono in questa maniera? Signore, dove sei? Volevo gridare la mia rabbia, mi sentivo in colpa, mi sentivo troppo lontana dalla loro realtà… forse bisogna che io viva di più accanto a loro”…
Già vi avevo preannunciato che il progetto della Maternità, quasi analogo a quello che ci stiamo impegnando a portare avanti in Brasile con la “CASA DEGLI ANGELI”, era molto in sintonia con lo spirito della nostra Associazione, sempre attenta e pronta a salvaguardare il dono della vita.
Infatti il primo intervento in Congo dell’Associazione Gianluca Felici onlus è stato mirato all’acquisto dell’ecografo per monitorare la posizione del bambino, di un serbatoio per l’acqua, indispensabile in un polo sanitario, delle pile del gruppo elettrogeno quanto mai necessario per il funzionamento dell’ecografo e negli interventi notturni e del materiale sanitario di facile consumo come siringhe, garze, disinfettanti, ecc.
Ma non era sufficiente! Bisognava dare la possibilità a qualche infermiere di seguire i costosi corsi professionali di formazione e acquisire le competenze per un uso corretto dello strumento.
L’infermiere che doveva specializzarsi sugli esami ecografici ha ultimato in questi giorni i corsi, orale e pratico, con i relativi esami. Abbiamo ricevuto la lettera e la foto del neo diplomato con risultati “ molto più che ok, diremmo ottimi. Ora siamo pronti per prenderci a carico tutti i problemi delle donne dei nostri villaggi”.
L’abbiamo tradotta dal francese e ve la giriamo con soddisfazione:
Signori dell’Associazione Gianluca Felici, con questa lettera voglio ringraziarvi dei sacrifici e della vostra generosità che vi ha portati a finanziare e supportare la formazione in ecografia di cui ora sono beneficiario. Le materie apprese e le capacità conseguite in questo anno di corsi sono ora orgoglioso di utilizzarle per migliorare le prestazioni di tutti e far beneficiare i nostri ammalati e tutta la comunità, di cure di qualità. Che Dio Onnipotente vi protegga. Grazie Theophile Bikuka
Theophile, siamo orgogliosi di te!
LA MATERMITA' A MITENDI
anno 2014. A Mitendi le suore del Sacro Cuore hanno iniziato un servizio di Maternità per le mamme del villaggio che, diversamente, dovrebbero raggiungere l'ospedale della città, distante 20 chilometri, senza strade e senza mezzi di trasporto, con i rischi che si possono facilmente intuire.
Sono tanti i progetti in atto, e tutti in sintonia con lo spirito della nostra Associazione da sempre attenta e protesa verso il dono della Vita, l'istruzione, gli aiuti sanitari, la promozione della donna.
Il coraggio, l’impegno e la dedizione delle missionarie del Sacro Cuore  ci sono di stimolo per spiegare le vele verso questa nuova avventura e, ai bambini che dalle foto ci guardano con i loro occhioni sgranati regalandoci il loro timido sorriso, vogliamo dire:
Stiamo Arrivando! Ci avete rubato un pezzo di cuore!

Gennaio 2015
Dalla Madre Generale delle suore del Sacro Cuore una lettera di ringraziamento per i primi aiuti inviati alle loro missioni del Congo: Mitendi, Kinshasa, Neisù, Isiro, Mont Ngafula. E' doveroso condividerla con voi che ci date modo di sostenere i loro progetti.
Grazie del vostro generoso contributo e del vostro desiderio di aiutare la nostra Missione. Il lavoro delle nostre sorelle missionarie continua con fedeltà, tra il Dispensario e la Maternità, (circa venti nascite al mese) il Centro Nutrizionale, (25 bambini malnutriti seguiti al Centro e poi in famiglia) i poveri di tutti i giorni e la scuola dell’infanzia con circa 400 bambini nei due plessi di Mont Ngafula e Ngudi Baka. l vostro interessamento e la vostra partecipazione alla vita della Missione sono molto importanti e insostituibili; questo vostro desiderio di aiutare, di condividere la vita e la situazione degli altri, in particolare l’avventura delle nostre sorelle missionarie è molto bello e costruttivo, perché sostiene i bambini, le loro famiglie e i missionari e le missionarie che vivono e lavorano con loro e per loro. Vi ringrazio ancora della disponibilità e vi saluto cordialmente, assicurando la preghiera mia e della mia comunità religiosa per tutti quelli che vi aiutano a sostenerci. Vi auguro tanto bene.            Madre Eliana Stucchi                                                                                    

I primi interventi in Congo dell’Associazione Gianluca Felici a cui si riferisce la Madre sono stati mirati all’acquisto:

  • dell’ecografo per monitorare la posizione del feto;

  • di un serbatoio per l’acqua indispensabile in un polo sanitario;

  • delle pile del gruppo elettrogeno e dei pannelli solari per caricarle, tutto indispensabile per il funzionamento dell’ecografo e per gli interventi notturni;

  • di letti e materassi per la maternità di Mitendi;

  • di materiale sanitario di facile consumo come siringhe, garze, disinfettanti ecc.

Le batterie per il gruppo elettrogeno
La casetta dove è montato il gruppo batterie alimentate da pannelli solari posizionati sul tetto.

L'ecografo
I primi aiuti sono arrivati a destinazione e le suore missionarie ci scrivono per metterci al corrente sull’utilizzo dei contributi:
Kinshasa - Carissimi, andiamo un po’ a rilento ma finalmente riusciamo ad inviarvi la documentazione (foto e fatture) per i progetti da voi sostenuti. Finalmente abbiamo un nuovo serbatoio dell’acqua per il dispensario;  il nostro ecografo e con le nuove batterie che ci avete dato la possibilità di acquistare abbiamo anche l’autonomia e la sicurezza per farlo funzionare. L’eccedenza della donazione la stiamo utilizzando per aiutare le mamme in gravidanza, pensiamo anche di riuscire a inviare ancora una infermiera-ostetrica a specializzarsi per usare con competenza l’ecografo. Ancora una volta grazie di cuore a tutti.
Suor Giliola, suor Tiziana e suor Germain.
CENTRO NUTRIZIONALE
A Mitendi un nuovo angolo di speranza per i bambini malnutriti.
Il casolare come era ...
... e dopo il nostro intervento
Anno 2015. I bambini di Mitendi sono tanti, poveri e malnutriti. La malnutrizione è una costante dei bambini poveri di tutte le parti del mondo in quanto la loro alimentazione non prevede variazioni di cibo e di sostanze in grado di dare all'organismo tutto ciò che serve per il suo sviluppo armonico. Spesso il loro vitto quotidiano è costituito esclusivamente di farinacei, di riso, di legumi, di frutta. Spesso mancano le proteine della carne e del pesce, le vitamine, il calcio e tutti gli elementi indispensabili ad una sana crescita. Le suore del Sacro Cuore missionarie in Congo ci lanciano il loro SOS: serve una struttura dove prendersi cura dei piccoli con seri problemi di alimentazione e di crescita.
Hanno a disposizione un casolare molto datato perciò completamente diroccato, e ci propongono di ristrutturarlo per farne un Centro Nutrizionale. Naturalmente siamo ben felici di dare il nostro aiuto. Come si può vedere, il casolare abbandonato, grazie al contributo inviato dalla nostra Associazione, completamente ristrutturato e messo in sicurezza, è rimesso a nuovo divenendo il Centro Nutrizionale.
Quì gruppi di bambini, a turrno, consumano un pasto con farine integrate, vitamine e calcio. Ritornando a casa, portano con sè una sporta con le farine integrate per i restanti giorni della settimana, di modo che la cura possa continuare anche a "casa".
Nonostante la struttura sia accogliente e funzionale, i letti sono ancora vecchi e arrugginiti per via del clima molto umido soprattutto di notte, ma abbiamo inviato il denaro nel mese d'agosto per sostituirli al più presto con letti e materassi nuovi.

Mamma non ho perso l’aereo
Era nata come un’idea fissa. Francesca Felici era venuta un martedì pomeriggio a raccontarci come trascorrono le giornate alcuni bambini come noi, che vivono un po’... più lontano da qui. Forse nemmeno sapevamo quanto lontano da qui. Infatti sulla carta geografica che ci illustrava non si riusciva a capire dove fosse esattamente quel posto. Ma quanta differenza. L’ambiente, le case, le strade, i giochi, le aule della scuola, il loro cibo ed il loro sorriso. Ci stava raccontando di una piccola località del Congo: “Mitendi”.
Negli anni precedenti avevamo imparato a fare molte cose con le nostre mani; oggetti che sempre più ci facevano capire la bellezza di saper usare l’impegno e l’intelligenza. Ma ora si presentava l’occasione di metterci alla prova. Fare qualcosa non per noi ma per gli altri; fare qualcosa di utile. Qualcosa che avesse riunito tutte le nostre competenze: stoffa, cucito, legno, intaglio, fuoco, vernici. E così è nato il “progetto borse” che potevano essere utili per i nostri fratellini e sorelline così lontani. A noi che ci stavamo preparando a ricevere l’Eucarestia per la prima volta, ci solleticava sempre più il pensiero di fare qualcosa per gli altri e non più solo per noi.
La data era una: la prima settimana di maggio; data di partenza dell’aereo per il Congo.
I preparativi erano doppi: si stava avvicinando sempre più anche la data della nostra Prima Comunione, le preghiere personali, l’abito, il ritiro alla casa Don Gnocchi ...
Ebbene, purtroppo … abbiamo perso l’aereo, ma non l’entusiasmo di terminare ciò che avevamo iniziato.
Sappiamo tutti che una delle regole maestre delle Coccinelle è: “Ciò che si inizia si deve portare a termine”.
Con caparbietà siamo comunque riusciti a portare a termine la realizzazione delle borse e … a trasformarle, con una bella idea avuta da uno di noi, in aiuti economici.
L’idea è stata quella, non di vendere le borse, ma per aumentarne il ricavo, di fare una grande “asta di vendita”. Le borse sarebbero state appetibili a qualsiasi compratore; con il loro colore rosso o blu, il manico di legno intagliato, pirografato e verniciato, con il logo della nostra parrocchia di San Policarpo.
Il giorno della vendita all’asta è stato non solo esaltante come una bella festa, ma anche divertente per la gara di mettersi in gioco e cercare di ricavare il massimo da inviare ai nostri fratelli lontani.
Fabrizio ed Enrica Canessa
Gruppo Emmaus
“Cerchio della Grande Foresta”


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