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La Casa-
Le suore, in qualità di educatrici, sentono di essere chiamate a dare una risposta per evitare che questa situazione si aggravi, facendo quanto è nelle loro possibilità.
Con queste giovani operano un recupero morale, sociale, di relazione e di fiducia in sé e nel prossimo. Nel Lar, le ragazze ritrovano il calore di un'accoglienza cordiale, un tetto sicuro e confortevole, la possibilità di frequentare la scuola (in Camerun è a pagamento) o corsi professionali per costruirsi, così, un futuro dignitoso. Suor Teresa ha pensato di affittare un campo e, con l'aiuto delle ragazze, coltivarlo ad orto per ricavarne legumi e ortaggi per la loro alimentazione. Anche questo, però, richiede denaro: per l'affitto, per comprare gli attrezzi necessari a lavorare la terra, per le sementi… Inoltre ci sono le spese per i consumi di gas e di energia elettrica che, in questo Paese, sono molto elevate…
Noi, dal 2006, provvediamo alle spese di gestione della Casa e dell'affitto del campo in cui le ragazze coltivano mais, manioca e macabò che costituiscono in Camerun il piatto quotidiano.
Quest'anno (2011) la casa di accoglienza di Eseka ha aperto i battenti a 12 ragazze: un mondo piccino, ma anche molto colorato, perché le nostre ragazze provengono da tutte le parti dell’entroterra, parlano i dialetti più disparati e professano fedi diverse, musulmana, protestante, cattolica… Qui imparano, giorno dopo giorno, a restituire un senso alla loro vita. Alcune di loro, più volenterose, frequentano le scuole pubbliche e dimostrano impegno nello studio perché motivate a conseguire un diploma che potrà dare un risvolto completamente diverso alla loro vita e un riscatto dalla situazione di miseria morale e materiale da cui provengono.
Le suore ci raccontano la loro vita e le tante difficoltà, anche attraverso le foto: “Le ragazze, nel Lar, sono trattate come figlie, perché sono giovani molto carenti e alcune con ferite molto profonde essendo state vittime di abusi di ogni genere. Con ognuna operiamo un recupero individuale. In casa partecipano alle varie attività, come potete vedere dalle foto: studio, cucina, lavoro nei campi, riordino della casa, cucito ecc.
Facciamo di tutto per dare a queste giovani la possibilità di prepararsi per il futuro giacché una ragazza ben preparata è una famiglia ben costituita e una società solida. Non è un lavoro facile, ma il vostro aiuto ci dà la possibilità di operare e ci incoraggia molto”…
(Alcuni flash di vita nel “LAR” attraverso le lettere delle suore)
"Carissimi fratelli,
nella foto accanto, una delle giovani ospiti della Casa Famiglia insieme al suo bambino nato da pochi giorni.
Noi siamo riuscite a convincerla a non abortire e l’abbiamo accolta dedicandole affetto e cure. Ma il bambino è nato con gravi problemi di salute: insufficienza respiratoria e problemi cardiaci. Ora è ricoverato nell’ospedale del distretto e la mamma non ha la possibilità di recarsi nella capitale dove il piccolo avrebbe cure più adeguate. Il padre ha abbandonato la giovane mamma né va a trovare il figlio all’ospedale, per informarsi sulle sue condizioni di salute.
La povera ragazza sta lottando da sola perché il padre neppure vuole riconoscerlo e la sua famiglia l’ha scacciata. Noi le assicuriamo tutto l’aiuto possibile, ma i casi come questo sono tanti… e, a volte, ci sentiamo impotenti.
Per queste ragazze contiamo come sempre su di voi.
Non possiamo ricambiare l’aiuto che ci date, ma abbiate la certezza delle nostre preghiere".
Suor Teresa
Durante l'incontro che abbiamo avuto nei primi giorni di novembre, Suor Teresa, responsabile delle missioni del Camerun, ci fa il punto della situazione: "Le ragazze che ospitiamo, adesso sono 14. Di esse, due sono orfane del papà, una è orfana di entrambi i genitori, un' altra è sorda e un'altra ancora è albina (vedi foto a lato).
La vita, in Africa, per un persona albina non è facile. In alcuni paesi come il Congo e l' Angola, la superstizione induce a credere che gli albini portino male, per cui viene data loro la caccia fino ad arrivare ad ucciderli.
In Camerun, invece, si crede che, strappando i capelli agli albini, insieme alle ciocche si strappa anche una parte di vita a questi poveri infelici e si allunga così la propria.
In ogni caso sono persone bisognose di protezione, la loro non è una vita facile, perché spesso non sono accettati neanche nella propria famiglia .
La ragazza albina che ospitiamo era trascurata e maltrattata in casa; desiderosa di sentirsi uguale alle sorelle, rubava nei supermercati tutte quelle cose che non poteva possedere. In più, vedersi bianchi in una popolazione tutta nera, comporta, in tantissimi casi, seri problemi psicologici.
Da quando vive con noi ha riconquistato fiducia in se stessa, comincia ad accettarsi e a sorridere.
Le altre ragazze vengono da villaggi vicini e sono accolte nel Lar per non farle cadere nella rete della prostituzione, e questo, purtroppo, è un fenomeno in continuo aumento.
Arrivano in città dai villaggi vicini per studiare, ma hanno a disposizione pochissimi soldi, insufficienti per prendere in affitto una stanzetta, anche senza servizi, pagare le tasse scolastiche (perché anche la scuola statale si paga), comprare la divisa, i libri, i quaderni e il cibo…
“Arrangiati, trovati qualche uomo che ti protegga e ti dia da mangiare”, questa è la risposta che, il più delle volte, le ragazze si sentono rispondere dai propri genitori, alle richieste di una maggiore elargizione di denaro.
Ed è così che, quando veniamo a conoscenza della situazione disperata di qualche povera ragazza che non è più in grado di mantenersi, prima di farla finire nel giro della prostituzione, la contattiamo e le offriamo ospitalità nel LAR.
Noi cerchiamo di fare il meglio che possiamo per aiutare queste ragazze, ma abbiamo sempre bisogno del vostro aiuto. Da sole non possiamo farcela. Adesso siamo in tre, oltre me c’è suor Paula, anche lei come me Angolana e suor Pauline Camerunense, e ci diamo i turni in tutto, anche a zappare il campo, quello che ci avete preso in affitto…
Anche le ragazze, quando non sono impegnate nello studio, vengono a lavorare e a dare una mano. È un bene prezioso il nostro campo perché ci permettere di ricavare tante buone cose, verdure, legumi e frutta da mettere in tavola”.
"Carissimi fratelli,
desideriamo ringraziarvi dal profondo del cuore, per ciò che Dio, con il vostro aiuto, ha realizzato nella nostra missione e condividere il buon risultato scolastico conseguito da quasi tutte le ragazze ospiti della Casa, considerando che qui non è per niente facile ottenere buoni risultati agli esami. Se non avessimo il vostro aiuto per garantire tutto a queste giovani, ciò non sarebbe possibile. Grazie, desideriamo comunicarvi la nostra gioia e farvi giungere la nostra gratitudine.
Con il nuovo anno scolastico, però, dovremo fare ulteriori sacrifici, perché c'è tanto il bisogno: tante sono, infatti, le richieste di aiuto che ci pervengono e noi ci stiamo preparando ad accogliere, se possibile, un maggior numero di ragazze.
E' una grazia educare e recuperare le anime con la pedagogia di Cristo "con il cuore e con amore". Non è facile, ma è una gioia dare gratuitamente per rendere qualcuno felice.
Dio Amore sia la vostra forza e illumini ogni giorno il vostro lavoro.
Un abbraccio a tutti voi,
le suore del Camerun"
Per tutti voi la gratitudine delle suore che gestiscono con impegno caritatevole e sociale la Casa Famiglia di Eseka.