L'Associazione Gianluca Felici è in Camerun - Associazione Gianluca Felici Onlus

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L'Associazione Gianluca Felici è in Camerun

Dove operiamo

Le missioni di Eseka e Matombe
Eseka è un villaggio a 150 Km da Yaoundé (capitale del Cameroun), con tutte le piaghe e le ferite profonde di questa terra bellissima quanto desolata, che l’analfabetismo, la miseria, la fame, le malattie tra le quali l'AIDS e la malaria, imbottigliano in un “medioevo” senza fine.
Matombe dista soltanto poche decine di km.
L’impegno missionario è mirato a restituire dignità alle persone, nel corpo come nello spirito. A risarcirle di quanto hanno perduto o, per meglio dire, di quanto è stato loro sottratto da un passato e da un presente di sfruttamento, di ignoranza  e di violenze. Qui servono case, scuole, centri di formazione che accolgano i bambini e soprattutto le giovani reduci da brutte esperienze; opportunità di studio per le giovani perchè prendano coscienza dei propri diritti e di lavoro per le donne per dare una possibile alternativa alla miseria, alla prostituzione e alla strada, offrendo loro l'occasione per liberarsi dalla condizione di subordinazione all'uomo, affermando la propria dignità ed autonomia.

Lavoro minorile e tratta di bambini
Nel XXI secolo la tratta delle persone continua ad esistere sotto una forma nuova, che priva migliaia di individui dei loro diritti fondamentali. Secondo i dati del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), infatti, ogni anno nel mondo più di un milione di bambini sono ridotti in schiavitù. La tratta che subiscono questi bambini è una triste realtà, aggravata dagli effetti congiunti della crisi economica, dall'indebolimento dei legami familiari e dalla disperazione.
Il traffico di bambini è uno dei crimini organizzati che si sviluppa molto rapidamente.
E’ stato reso noto che circa 1.200 minorenni, utilizzati come schiavi, sono stati sottratti nel 2008 nelle province del Camerun. Il traffico produce 153 Euro per un bambino venduto in Africa e 1.525 Euro per un bambino camerunese venduto in Occidente. Il traffico di esseri umani è diventato estremamente vantaggioso per le reti che da ciò traggono lucro, e tutti gli esperti concordano nel ritenere che faccia concorrenza ormai al commercio internazionale di armi e di droga.

Il loro sorriso inganna la telecamera, ma i loro occhi non possono ingannare i nostri cuori

I bambini sottratti ai loro genitori in tenera età e "venduti" a degli sconosciuti sono destinati a lavorare come domestici, operai, venditori ambulanti, mano d'opera generica, camerieri,  spacciatori, nella prostituzione e altro ancora. Questi bambini subiscono da parte dei loro proprietari percosse, bastonate, insulti, privazioni di ogni genere e soprattutto di cure sanitarie... Nelle piantagioni, ragazzi di età inferiore ai quattordici anni manipolano, senza protezione alcuna, i prodotti chimici, sono sottoposti a lunghe ore di lavoro con conseguenti mal di schiena, malattie respiratorie, infezioni della pelle, senza contare la malaria, particolarmente pericolosa per i bambini esausti dallo sforzo fisico.
La lotta contro il lavoro minorile è stata, innanzi tutto, una lotta contro la negazione dell'esistenza di questo problema in Camerun. Nel dicembre 2005 è stata adottata una legge che punisce la tratta e il lavoro illegale dei bambini con pene da dieci a venti anni di prigione. Dalla promulgazione della legge fino ad oggi, però, nessuna pena è stata ancora inflitta ai colpevoli di tratta o di sfruttamento di bambini.
Due protocolli dell’ONU sono entrati in vigore contro questo crimine: nel 2004 è stato approvato quello contro il traffico illecito di migranti per terra, via aerea e mare. Nel 2003 il protocollo sul traffico degli esseri umani. Quest’ultimo istituisce una collaborazione internazionale "per prevenire, reprimere e punire" la tratta degli esseri umani e il lavoro forzato.

Certamente il lavoro da compiere è enorme data la vastità e pericolosità di tale problema. Noi non possiamo risolverlo, ma vogliamo sottolinearlo per smuovere le nostre coscienze.


 
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