Vai ai contenuti

Camerun: Progetti realizzati

Indipendente dal 1960, il Camerun è collocato nell'Africa equatoriale. Il suo territorio si allunga per quasi 1.000 chilometri e vede una notevole varietà di climi e ambienti. La capitale politica è Yaoundé, ma la città economicamente più importante è Douala. La maggioranza della popolazione è cristiana (53%); seguono musulmani (22%) e animisti (15%). Purtroppo è un territorio soggetto alle scorrerie di  Boko Haram che continua a seminare morte e distruzione in una vasta area nel cuore dell’Africa commettendo crimini di guerra su vasta scala, esemplificati dalla tattica depravata di costringere giovani donne e bambini a farsi esplodere con l’unico obiettivo di uccidere il maggior numero di persone possibile. Questo terrore porta sempre più scompenso nella popolazione civile anche perché la gente è impegnata quotidianamente nella strenua lotta per sopravvivere. A causa dell’insicurezza, infatti, circa 7 milioni di persone hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria e di protezione. E mezzo milione di bambini soffre di grave malnutrizione.
IL POZZO A MATOMBE

Anche il nostro primo intervento in Camerun, nelle missioni delle suore dorotee, è stato di carattere sociale. Nella missione di Matombe manca l’acqua, i luoghi dove è possibile attingerla sono molto lontani e i mezzi di trasporto inesistenti. Occorrono braccia e gambe forti per trascinare secchi e bidoni per chilometri su strade polverose… Non ci resta che scavare un pozzo per la gioia di tutto il villaggio…
Come potete notare dalle foto, funziona a pompa; in compenso, però, è in grado di di servire l'intero villaggio. D'altro canto, l'elettricità è un lusso improponibile in buona parte del Camerun.
In tutte le nostre iniziative, ci serviamo sempre di manodopera locale che riusciamo a retribuire con un adeguato salario o con beni di conforto.

Il pozzo di Matombe

CORSI DI TAGLIO E CUCITO
Un sospiro di sollievo e una speranza, tra fruscii di stoffe colorate, gomitoli e matasse di fili che fanno da cornice all’inaugurazione del nuovo corso di taglio e cucito.

Sono le stoffe che i Sigg.ri Lucia e Giuseppe Antonetti, costretti a chiudere il loro prestigioso negozio di tessuti, ci hanno donato  e che abbiamo consegnato alle nostre suore Dorotee delle Missioni di Albania, Brasile e Camerun.
Stoffe di vario tipo, più leggere e più pesanti, più resistenti e più fruscianti, più colorate e più classiche che provengono dalla catena di solidarietà che sostiene il nostro operato. Le abbiamo divise secondo la consistenza e le diverse necessità per inviarle alle missioni che per motivi climatici si coprono diversamente. Anche in Camerun, come già in Albania, le suore avviano corsi di taglio e cucito che si articolano in lezioni teoriche e pratiche e, nel giro di qualche settimana, assicura suor Judith, “tutte le alunne sono già in grado di realizzare una gonna, scegliendo un modello tra quelli studiati”.
Per le donne di Eseka, il corso di taglio e cucito rappresenta una grossa opportunità: è una possibile alternativa alla miseria, alla prostituzione e alla strada; è un’occasione per cominciare ad emanciparsi dalla condizione di subordinazione all’uomo e per riaffermare la propria autonomia e dignità di persone.
E poi è anche un piacevole momento di incontro, un modo per stare insieme e confrontarsi, forse raccontandosi, come solo le donne sanno fare, forse crescendo insieme. Immagini come queste sprigionano un’antica magia, sembrano scivolate dai fotogrammi della memoria: sanno di ricordi e di racconti, di corredi pazientemente ricamati, di confidenze scambiate in un sussurro…
Invece, per loro, per le donne del laboratorio di Eseka, questa è l’attesa di un futuro migliore.

DISPENSARIO MEDICO
A Matombe, interveniamo provvedendo alla ristrutturazione del dispensario medico. Lo riforniamo di letti e materassi per rendere più confortevole la degenza dei ricoverati, lo arrediamo con mobili idonei e con quanto è necessario per fornire cure di primo intervento. Inoltre garantiamo le medicine necessarie per curare 20 ammalati di AIDS per un anno. Ora gli ambienti hanno un aspetto più igienico e confortevole e la gente che arriva da lontano, spesso dal cuore della foresta, rimane stupefatta nel trovare qualcuno disposto ad assisterla. Infatti per molti uomini, donne e bambini che vivono in questa regione, il piccolo dispensario è quasi sempre l'ultima spiaggia, l'estremo punto di approdo della loro sofferenza. Vengono da lontano guidati dalla speranza...

Il dispensario medico

CAMPAGNA DEL LATTE
Dal 2003 portiamo avanti nel Camerun la Campagna del latte "in polvere" perchè non ci sono altri tipi di latte per nutrire un neonato in alcuni casi estremi. Un piccolo rimasto orfano di madre, un bambino la cui madre ha perso il latte perché malnutrita, il figlio di una donna ammalata di AIDS che, allattandolo, potrebbe trasmettergli la malattia, di cosa potrebbe nutrirsi? Come potrebbe sopravvivere? In Camerun il latte è quasi introvabile perché non ci sono allevamenti di bovini e di ovini; in genere viene importato dall'estero il latte in polvere e, naturalmente, costa molto caro.
I dati della nostra campagna del latte ci dovrebbero far riflettere, poiché un barattolo di latte in polvere costa 3,60 Euro, bastano meno di 15 Euro per garantire ad un bambino il nutrimento per un mese.

Puoi contribuire anche tu a salvare un bambino con una piccola donazione. Dona subito il tuo contributo


Clicca per vedere il filmato
bambini latte 3
In attesa del ritiro del latte mensile
CASA FAMIGLIA LAR

La Casa-Famiglia Lar di Eseka, in Camerun, è stata aperta dalle suore Dorotee nel 2006. In essa trovano accoglienza alcune ragazze che hanno perso i genitori a causa delle guerriglie, altre che, per sfuggire alla miseria, si sono spinte in città in cerca di fortuna, per poi finire sulla strada, dedite all’accattonaggio o alla prostituzione, ragazze vittime di stupro e  adolescenti che cominciano la vita sessuale senza una formazione di base e non sono in grado di affrontarne le conseguenze. E’ grande il numero di ragazzine che restano incinte e ricorrono all’aborto sottovalutandone spesso anche i rischi. La “Casa Famiglia” accoglie ragazze vittime di una povertà senza scampo e spesso ripudiate dalle proprie famiglie. Inoltre, poiché la vita in questo Paese è molto cara e difficile, è forte nei giovani la tentazione di procurarsi più facilmente e illegalmente i  mezzi per vivere  arrangiandosi.
Le suore, in qualità di educatrici, sentono di essere chiamate a dare una risposta per evitare che questa situazione si aggravi, facendo quanto è nelle loro possibilità.

Clicca per vedere il filmato

Con queste giovani operano un recupero morale, sociale, di relazione e di fiducia in sé  e nel prossimo. Nel Lar, le ragazze ritrovano il calore di un'accoglienza, un tetto, la possibilità di frequentare la scuola (in Camerun è a pagamento) o corsi professionali per costruirsi, così, un futuro dignitoso.
Noi, dal 2006,  provvediamo alle spese di gestione della Casa  e dell'affitto del campo in cui le ragazze coltivano mais, manioca e macabò che costituiscono il piatto quotidiano.
Quest'anno (2011) la casa di accoglienza di Eseka ha aperto i battenti a 12 ragazze: un mondo piccino, ma molto colorato, perché le nostre ragazze provengono da tutte le parti dell’entroterra, parlano i dialetti più disparati e professano fedi diverse, musulmana, protestante, cattolica… Qui  imparano, giorno dopo giorno, a restituire un senso alla loro vita. Alcune di loro, più volenterose, frequentano con impegno le scuole pubbliche motivate a conseguire un diploma che darà un risvolto alla loro vita.
Le suore ci raccontano la loro vita e le  difficoltà, anche attraverso le  foto: “Le ragazze, nel Lar, sono trattate come figlie,  sono giovani molto carenti,  alcune con ferite profonde percè vittime di abusi di ogni genere. Operiamo un recupero individuale per dare loro la possibilità di prepararsi per il futuro giacché una ragazza ben preparata è una famiglia ben costituita e una società solida. Non è facile, ma il vostro aiuto ci dà la possibilità di operare e ci incoraggia molto”…

Momenti di studio per quattro delle ragazze ospiti

(Alcuni flash di vita nel “LAR” attraverso le lettere delle suore)


"Carissimi fratelli,
nella foto accanto, una delle giovani ospiti della Casa Famiglia insieme al suo bambino nato da pochi giorni.
Noi siamo riuscite a convincerla a non abortire e l’abbiamo accolta dedicandole affetto e cure. Ma il bambino è nato con gravi problemi di salute: insufficienza respiratoria e problemi cardiaci. Ora è ricoverato nell’ospedale del distretto e la mamma non ha la possibilità di recarsi nella capitale dove il piccolo avrebbe cure più adeguate. Il padre ha abbandonato la giovane mamma né va a trovare il figlio all’ospedale, per informarsi  sulle sue condizioni di salute.
La povera ragazza sta lottando da sola perché il padre neppure vuole riconoscerlo e la sua famiglia l’ha scacciata. Noi le assicuriamo tutto l’aiuto possibile, ma i casi come questo sono tanti… e, a volte, ci sentiamo impotenti.
Per queste ragazze contiamo come sempre su di voi.
Non possiamo ricambiare l’aiuto che ci date, ma abbiate la certezza delle nostre preghiere".  
Suor Teresa

Durante l'incontro che abbiamo avuto nei primi giorni di novembre, Suor Teresa, responsabile delle missioni del Camerun, ci fa il punto della situazione: "Le ragazze che ospitiamo, adesso sono 14. Di esse, due sono orfane del papà, una è orfana di entrambi i genitori, un' altra è sorda e un'altra ancora è albina (vedi foto a lato).
La vita, in Africa, per un persona albina non è facile. In alcuni paesi come il Congo e l' Angola, la superstizione induce a credere che gli albini portino male, per cui viene data loro la caccia fino ad arrivare ad ucciderli.
In Camerun, invece, si crede che, strappando i capelli agli albini, insieme alle ciocche si strappa anche una parte di vita a questi poveri infelici e si allunga così la propria.
In ogni caso sono persone bisognose di protezione, la loro non è una vita facile, perché spesso non sono accettati neanche  nella propria  famiglia .
La ragazza albina che ospitiamo era trascurata e maltrattata in casa; desiderosa di sentirsi uguale alle sorelle, rubava nei supermercati tutte quelle cose che non poteva possedere. In più, vedersi  bianchi in una popolazione tutta nera, comporta, in tantissimi casi, seri problemi psicologici.
Da quando vive con noi ha riconquistato fiducia in se stessa, comincia ad accettarsi e a sorridere.

felici a fine giornata

Le altre ragazze vengono da villaggi vicini e sono accolte nel Lar per non farle cadere nella rete della prostituzione, e questo, purtroppo, è un fenomeno in continuo aumento.
Arrivano in città dai villaggi vicini per studiare, ma hanno a disposizione pochissimi soldi, insufficienti per prendere in affitto una stanzetta,  anche senza servizi, pagare le tasse scolastiche (perché anche la scuola statale si paga), comprare la divisa, i libri, i quaderni e il cibo…
Arrangiati, trovati qualche uomo che ti protegga e ti dia da mangiare”, questa è la risposta che, il più delle volte, le ragazze si sentono rispondere dai propri genitori, alle richieste di una maggiore elargizione di denaro.
Ed è così che, quando veniamo a conoscenza della situazione disperata di qualche povera ragazza che non è più in grado di mantenersi, prima di farla finire nel giro della prostituzione, la contattiamo e le offriamo ospitalità  nel LAR.

Noi cerchiamo di fare il meglio che possiamo per aiutare queste ragazze, ma abbiamo sempre bisogno del vostro aiuto. Da sole non possiamo farcela. Adesso siamo in  tre, oltre me c’è suor Paula, anche lei come me Angolana e suor Pauline Camerunense, e ci diamo i turni in tutto, anche a zappare il campo,  quello che ci avete preso in affitto…
Anche le ragazze, quando non sono impegnate nello studio, vengono a lavorare e a dare una mano. È un bene  prezioso il nostro campo perché  ci permettere di ricavare tante buone cose, verdure, legumi e frutta da mettere in tavola”.

"Carissimi fratelli,
desideriamo ringraziarvi dal profondo del cuore, per ciò che Dio, con il vostro aiuto, ha realizzato nella nostra missione e condividere   il buon risultato scolastico conseguito  da quasi tutte le ragazze ospiti della Casa, considerando che qui non è per niente facile ottenere buoni risultati agli esami. Se non avessimo il vostro aiuto per garantire tutto a queste giovani, ciò non sarebbe  possibile. Grazie, desideriamo comunicarvi la nostra gioia e farvi giungere la nostra gratitudine.
Con il nuovo anno scolastico, però, dovremo fare ulteriori sacrifici, perché c'è tanto il bisogno: tante sono, infatti, le richieste di aiuto che ci pervengono e noi ci stiamo preparando ad accogliere, se possibile, un maggior numero di ragazze.

E' una grazia educare e recuperare le anime con la pedagogia di Cristo "con il cuore e con amore". Non è facile, ma è una gioia dare gratuitamente per rendere  qualcuno felice.
Dio Amore sia la vostra forza e illumini ogni giorno il vostro lavoro.
Un abbraccio a tutti voi,
le suore del Camerun"

Per tutti voi la gratitudine delle suore che gestiscono con  impegno  caritatevole e sociale la Casa Famiglia di Eseka.

Tutte riunite per pranzo
si va a scuola
lavoro nel campo
LE CISTERNE PER LA RACCOLTA DELL'ACQUA PIOVANA

Un nuovo progetto realizzato in Camerun: due cisterne per garantire l'acqua agli alunni di una scuola a Mogodè! L’acqua piovana preziosissima risorsa!
Don Alessandro Alberti, sacerdote italiano
, giunto al suo terzo anno come missionario fidei donum in terra camerunense, presta il proprio servizio nel villaggio di Mogodé. Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo l'estate del 2012, durante una breve parentesi di riposo in Italia.
Mogodè si trova nell’estremo Nord del Camerun, al confine con la Nigeria: un villaggio pressoché sconosciuto al mondo di internet. Dai racconti di don Alessandro apprendiamo che, nella zona di Mogodè, le strade sono tutte sterrate, in alcune zone addirittura inesistenti.

L’impegno di don Alessandro è aumentato da quando è diventato parroco di tutta la grande missione di Mogodè, bisognosa di molte attenzioni e con diversi problemi legati a difficoltà ambientali e culturali.
Diffondere l’istruzione scolastica in Camerun è fondamentale, ma non sempre è facile persuadere i genitori a lasciare che i propri figli si dedichino alla loro formazione culturale, anziché al lavoro dei campi! E’ facile però immaginare come le scuole locali non abbiano tutte le strutture e le risorse necessarie ad assicurare una piena efficienza: il problema maggiore è la mancanza dell’acqua. Pensiamo a quanto sia scontato che i nostri figli, durante le ore di scuola, possano usufruire dei bagni e dell’acqua corrente. A Mogodè l'acqua non è un diritto!  

La mancanza dell’acqua in Camerrun dura per molti mesi, fino a che non arriva la stagione delle piogge, a partire da maggio – giugno.  Ora alla nostra Associazione è stato  chiesto di realizzare, attraverso la supervisione di don Alessandro, due cisterne in cemento per la raccolta dell’acqua piovana. "Il principio è quello inverso dei pozzi: al posto di scavare e cercare l’acqua facciamo in modo che quella che scende dal cielo nella stagione delle piogge, venga incanalata e raccolta in queste cisterne". Acqua che, se ben sedimentata e bollita può diventare potabile e comunque servire per tutte le necessità, in casa e nei campi.

L’Associazione Gianluca Felici  onlus ha deciso di provvedere a tutte le spese per la costruzione delle due cisterne richieste e il progetto,come documentano le foto, è decollato nei mesi estivi del 2013.

Ora, marzo 2014, l’acqua a Mogodé non è più un sogno, ma un progetto realizzato con successo e con grande gioia di tutti noi! Accanto alla bella scuoletta celeste, dove insegna il nostro don Alessandro, ora sorge la grande cisterna in cemento per la raccolta dell’acqua piovana.
Dopo mesi di scavi, realizzazione dei mattoni, cementificazione e quant’altro necessario, tutto dettagliatamente documentato da Don Alessandro, la cisterna è terminata.
La cisterna misura 12 m. x 4 m., è scavata ad una profondità di 3 metri ed è divisa in tre vasche da due muri equidistanti di 4 m. x 4 m. ciascuna. Come da progetto, un lato del tetto della vicina scuola, lungo 30 m. circa, è stato canalizzato cosicché l’acqua piovana sia indirizzata verso due piccoli bacini di scolo, prima di essere definitivamente raccolta nella cisterna.
Le tre vasche sono tra loro comunicanti, in modo che l’acqua possa passare dall’una all’altra, grazie a tre aperture su ogni muro interno: due in basso sul fondo e una a due terzi. Inoltre la botola, presente in ogni vasca, consentirà in futuro di entrarvi per la necessaria pulizia; ed in particolare la botola della vasca centrale, leggermente più grande, servirà anche per prendere l’acqua raccolta.

A questo punto non resta che attendere la stagione delle piogge,  e si potrà finalmente cominciare a fare le le scorte d’acqua, di cui sentono davvero la mancanza gli abitanti di Mogodè!
Don Alessandro ci ringrazia così: "Un grande abbraccio africano, da parte mia e di tutti, per tutti gli amici dell'Associazione! Dall’incontro con un povero prete, il Buon Dio ci ha permesso di fare qualcosa per gli altri!". E così ci saluta: "Con la mia preghiera per tutti voi e certo che anche voi pregate sempre per me!".
Questo progetto è completato ma chissà che, in futuro, non si presenti l'occasione di  fornire ancora il nostro aiuto nella lontana terra camerunense.

Breve incontro nel mese di luglio 2014 tra Don Alessandro e i membri del Consiglio direttivo dell'Associazione "Gianluca Felici" per ringraziare gli amici e i sostenitori che avevano consentito la costruzione della cisterna per la scuola Charles Lwanga. Nell'occasione gli abbiamo consegnato la targa che vuole affiggere sulla cisterna e ci ha messi al corrente che, data la situazione di grave rischio che si è creata in Camerun a causa  dei rapimenti e delle stragi di cristiani per opera di "Boko Haram",  il suo vescovo non ha valutato positivamente un suo ritorno in terra di missione. Gli ha solo concesso di ritornare in Camerun per un mese per congedarsi dai suoi parrocchiani e prendere la sua roba. Prima di rientrare in Italia, ha fatto affiggere sulla cisterna che abbiamo fatto costruire la targa che aveva portato con sé.
Torna ai contenuti