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Brasile: Progetti in atto

Progetti in atto
LA CASA DEGLI ANGELI SI EVOLVE
Irecè, 24 Novembre 2016
Ci scrive Diana Francelina, direttrice della Casa degli Angeli:
La Casa  si rivela ogni giorno di più una grande benedizione del Signore: un pediatra, un endocrinologo pediatrico, una nutrizionista e una logopedista si sono offerti di prestare gratuitamente il servizio a migliaia di bambini alternandosi nei giorni della settimana.
Specialmente il mercoledì, giorno in cui visita i piccoli il pediatra, dottor Dourado, la Casa è in pieno fermento. Dalle foto potete vedere come i piccoli angioletti sembrano svolazzare nelle sale aspettando il loro turno. Tutti hanno saputo che i dottori prestano gratis le loro cure ai bambini e ogni giorno, dall’alba, si forma una lunga fila perchè accorrono tante mamme con i loro piccoli da tutte le parrocchie di Irecè.
Con grande gioia vi allego le foto che documentano il servizio medico effettuato oggi dal dottor Luciano Dourado.
E’ stata una giornata molto benedetta per noi, sono stati visitati tanti bambini, abbiamo conosciuto tante mamme e abbiamo potuto dare loro tanti consigli.
Che Dio continui a benedire ciascuno di voi.
Diana
Ringraziamo commossi il buon Dio che si è servito di noi per un suo scopo e ci accorgiamo che la stanchezza passa, la fatica e i sacrifici non si ricordano più, si riprendono le forze, nonostante l’età e i tanti acciacchi e si continua a lavorare perché, come una medicina ricostituente, queste documentazioni ci danno lo sprone per andare avanti su questa strada dedicata a soccorrere chi è più bisognoso, anche perché ci conforta quanto ha detto nostro Signore: ”Quello che avrete fatto all’ultimo dei miei fratelli l’avrete fatto a me”.
Constatiamo, ancora una volta, il fiorire intorno al progetto realizzato, in questo caso la Casa degli Angeli, di un forte sentimento di generosità da parte di tutta la comunità, anche quella che non usufruisce, per sua fortuna, dei servizi che vengono elargiti.
Notiamo che sboccia intorno ad essa un sentimento di amore e di voglia di rendersi utili che prima era soltanto latente o mancante del tutto, testimonianza della bontà e dell’utilità del progetto, dell’oculata ge­stione e degli ottimi risultati già visibili dopo poco tempo.
Noi ci abbiamo messo tanto amore nel realizzarlo, i volontari della Pastorale lo portano avanti con amore, dedizione e sacrificio, è naturale che l’Amore donato richiami e attiri su di sè altrettanto amore ...
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2017 I MEDICI VOLONTARI CHE OPERANO A TURNO NELLA CASA DEGLI ANGELI SONO DIVENTATI 13
L’Opera, affidata alla cura delle volontarie della Pastoral da Criança, non solo è diventata un Centro per l’infanzia e mamme in attesa, ma offre a tutta la popolazione della diocesi molteplici servizi.
Certo non tutti i diecimila e passa bambini della diocesi possono fruire di cure gratuite grazie ai medici volontari che si alternano nella Casa, ma le migliaia di bambini di Irecè e dei paesi vicini, certamente sì.
I pediatri sono diventati due ma c’è lavoro per 10.
La fila di mamme e bambini comincia già la mattina presto, nessuno si scoraggia per le lunghe ore di attesa perché nessuno resterà deluso. Tutto questo è possibile grazie al lavoro infaticabile delle volontarie della Pastoral, supportate e coordinate dalla responsabile, Diana, che verificano peso e altezza dei piccoli e compilano le schede da sottoporre ai pediatri. Laddove si ravvisi la necessità di cure particolari che il Centro non è in grado di fornire, i bambini vengono dirottati presso il locale ospedale per le cure del caso, lasciando però la porta aperta per ospitarli durante la convalescenza e rimandarli ai loro paesi completamente guariti.
Il centro si avvale anche di una logopedista, per aiutare i bambini che presentano problemi di dizione o di linguaggio, e di una nutrizionista. Molta attenzione si dà proprio a questo ultimo aspetto, paradossalmente nei paesi sudamericani i problemi legati all’alimentazione non rientrano solo nella sfera della malnutrizione, ma sono anche legati all’utilizzo di molti carboidrati e zuccheri, ecco la necessità d’insegnare a preparare pasti completi di tutti i nutrienti per una crescita corretta.
Una particolare attenzione anche all’utilizzo di frutta e verdura coltivati con metodi di agricoltura biologica. Da questa esigenza è nata l’idea di organizzare corsi di cucina, nulla a che vedere con Masterchef, ma l’interesse e l’entusiasmo che hanno suscitato non sono da meno.
Non possiamo che ringraziare coloro che, con tanta dedizione, si prendono cura dei più piccoli e hanno fatto della Casa degli Angeli un piccolo angolo di paradiso:
Mons. Tommaso Cascianelli, Diana Francelina, il Dott. Luciano Dourado e tutti i volontari che operano nella Casa.
Nella Casa degli Angeli il lavoro continua instancabile anche se, sempre di più, sono i volontari che vi prestano servizio: provvedono a fornire cure e consigli; alloggio per chi arriva da lontano; visite specialistiche grazie al prezioso lavoro di medici che si sono resi disponibili: pediatri, nutrizionisti, medici generici, ginecologi, psicologhi, logopediste.
Il nostro grazie all’ultima dottoressa arrivata alla Casa degli Angeli, inutile dire che per la sua presenza c’è lo zampino di Suor Dolce, si chiama Patrizia ed è una ginecologa da poco trasferita all’ospedale di Irecè dopo aver prestato la sua opera presso l’Ospedale di Suor Dolce a Salvador. Patrizia ha conosciuto la nostra Associazione tramite i racconti di Mons. Tommaso e si è emozionata   tantissimo nel visitare il Centro; è un medico infaticabile, basti pensare che il primo giorno in cui ha messo piede nella Casa degli Angeli si è subito rimboccata le maniche e ha visitato ben 10 mamme in dolce attesa.
Vogliamo condividere con voi gli auguri di Natale che ci ha mandato Mons. Tommaso Cascianelli

Carissimi Fratelli e Sorelle, Soci e Sostenitori dell`Associazione Gianluca Felici,
il Natale ritorna con tutta la sua forza che motiva l’adesione di condividere e di vivere l’amore alla vita.
La vita purtroppo é ostacolata ed i segni della morte oscurano il progetto di Dio.
L’Associazione Gianluca Felici é la vittoria della vita sulla morte e da questa vittoria la gioia di rivedere un sorriso che era spento e che ritorna a risplendere sul volto di tanti bambini, di tanti giovani e di tanti adulti.
Come é bello celebrare il Natale vedendo persone come Voi che permettono a tante altre di sorridere in una realtá dove la tristezza e la povertá predominano!
Il risultato dei Vostri sacrifici a favore della “Casa degli Angeli” Opera già conclusa e funzionante, e dell’altra costruzione messa sotto la protezione della Beata Dolce dei Poveri con il nome “Porta Aperta” , perché sarà sempre aperta la sua porta per il doposcuola, i corsi di informatica, l’assistenza medica, i corsi di musica, artigianato ed altre attivitá sociali in favore dei poveri della periferia, vedono gli angeli sulla grotta di Betlemme annunciare la vita, l’amore e la pace.
Il Bambino Gesú, tramite Voi, ha trovato la casa dove nascere ed accogliere i prediletti delle Beatitudini.
Sono contentissimo di averVi conosciuto e di vedere in Voi la stella che ci porta l’amore e la gioia che nella ‘Casa degli Angeli’ e nella ‘Porta Aperta’ si concretizzano in favore della vita.
A tutti il mio ringraziamento e quello delle volontarie della Pastorale dei bambini che si prodigano nelle due Case, Opere realizzate con il vostro aiuto.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo, messaggio che affido agli Angeli e che troverà le vostre porte aperte e molto di più i vostri cuori.
Ricordo tutti nelle preghiere, nell’affetto e nella riconoscenza e a tutti invio la mia benedizione.
vostro fratello Mons. Tommaso Cascianelli CPv
CENTRO DI FORMAZIONE "PORTA APERTA"


Mons. Tommaso ci propone un nuovo progetto per completare l’opera iniziata con la Casa degli Angeli.   


Nei primi giorni di settembre del 2015 sono intercorse parecchie telefonate  tra noi e Mons. Tommaso Cascianelli. Bisognava scambiarsi notizie, concordare arrivi e partenze, numero di persone, numero di stanze da prenotare in albergo per i componenti della nostra Associazione che avrebbero partecipatp all'inaugurazione della Casa degli Angeli.  
In ogni colloquio si percepiva che Padre Tommaso aveva qualcosa in mente ma ci girava intorno, la prendeva alla lontana, come si suol dire. Una frase gettata lì, senza parere:

“E’ rimasto tanto terreno accanto alla Casa degli Angeli...”
Poi una considerazione: “Beh, certo staranno benissimo d’ora in poi i nostri bambini nella Casa, ma solo fino ai sei anni...”
Nella telefonata successiva, una constatazione:
”Qui non tutti possono permettersi di rimanere a scuola il pomeriggio per fare recupero scolastico, i compiti e le varie attività. Ci vogliono soldi perché la scuola si paga. I figli dei poveri escono alle 13 e, siccome a casa non c’è nessuno perché i genitori si devono arrabattare con tanti lavoretti, stanno per strada, diventando manovalanza degli spacciatori di droga, pronti a fare le ”consegne” per un reale (moneta del Brasile), fino a diventare essi stessi spacciatori”.

Ma non aveva il coraggio di rivelarci il sogno che già da parecchio prendeva forma nella sua mente.
E’ bastata una domanda da parte mia: “Cosa possiamo fare, allora?” Ed è stato come aprire un rubinetto: il progetto, già perfettamente chiaro e delineato nella sua mente nei minimi dettagli, è sgorgato come zampilli d’acqua da una fonte.

 Possiamo edificare una struttura per i ragazzi dai sette ai dodici anni, così quando escono dalla Casa degli Angeli possono proseguire in quella accanto.    Ci vorranno aule per recupero scolastico e studio delle lingue, anche dell’italiano, (l’ho fatto a tanti giovani quando avevo più tempo), per prendere dimestichezza con il computer, per studiare musica e composizione. Una palestra per la ginnastica e una sala per insegnare la danza, sai, i brasiliani il ritmo ce l’hanno nel sangue. Poi un gioco all’aperto, magari pallavolo. Queste attività sarebbero molto allettanti per sottrarli alla strada. Ho anche le persone giuste per seguirli: tre suore il cui carisma è proprio quello dell’animazione giovanile. Basta riservare loro, nella struttura, un paio di stanze, bagno e cucina. Inoltre degli insegnanti si sono offerti di dare lezioni gratuitamente.
  Mi piacerebbe anche fare dietro la Casa un orto, gestito e curato dai ragazzi e far loro mangiare quello che hanno seminato, piantato, innaffiato e visto crescere, perché bisogna invogliarli a cambiare il loro modo di nutrirsi. Troppi carboidrati, troppi zuccheri assorbiti dai dolci e dalle tantissime specie di frutta tropicale. Purtroppo molti diventano obesi giovanissimi e altri hanno il diabete già da piccoli.
   Si potrebbe edificare su due piani, come la Casa degli Angeli. Al piano terra la sala di musica e da ballo, con la palestra; al piano superiore l’appartamentino per le suore e le aule per lo studio.
   Per prima cosa però, occorre scavare un pozzo, dobbiamo scendere oltre i cento metri, così mi ha detto l’ingegnere, ma l’acqua è indispensabile già da ora, con la piena attività della Casa degli Angeli".
Le spese per la realizzazione del pozzo si è prontamente offerta di sostenerle la nostra amica Gina Bellocchio, in memoria del marito Costanzo.

Era tutto chiaro, ben definito, chissà da quanto tempo elaborava questo progetto con il timore, però, di proporcelo.
Finalmente ce l’aveva fatta! Tirò un bel respiro ed aspettò con ansia la mia risposta. Pregai il Cielo di darci un segno di approvazionne che arrivò la mattina stessa.  L’ultima telefonata di Padre Tommaso:

“Quando il Signore bussa al tuo cuore, aprigli la porta”…
Naturalmente anche il nome della nuova struttura era nel suo sogno: Centro di Formazione “PORTA APERTA”, sotto la protezione di suor Dolce, la Madre Teresa del Brasile, dichiarata beata e prossima alla canonizzazione, alla quale Padre Tommaso è attaccatissimo perchè la suora l’ha chiamato a collaborare con lei dopo qualche anno dal suo arrivo in Brasile.
Un altro progetto da realizzare! Ma non era questo in fondo ciò che aspettavamo?

Ricominciare, trasformare il Vangelo in “fatti” e andare avanti fiduciosi nella Divina Provvidenza!

Mi guardo indietro e rivedo i nostri inizi incerti, diciannove anni fa. Poi mi passano davanti agli occhi, come diapositive, tutte le immagini dei progetti realizzati ai quali si è aggiunta da poco l’ultima perla: la Casa degli Angeli di Irecé. Più andiamo avanti e più sentiamo accanto l’aiuto della Provvidenza che ci dà forza e coraggio. Mi viene un forte dubbio che siamo solo pedine perché è Lui che sta operando.

Noi avremmo potuto fare ben poco con le nostre povere forze. Allora non c’è che una sola risposta: noi ci stiamo, siamo pronti a ricominciare.  
Stiamo per andare in stampa quando arriva una mail da Irecé:

Pace e Bene!
Non è per un caso che ha ricevuto il nome Casa degli “Angeli”  perché, con la crisi idrica in cui viviamo nella diocesi, e nonostante le previsioni dell’ingegnere che pensava di dover scendere oltre i 100 metri di profondità, a soli 30 mt di perforazione già sgorgava tanta acqua sufficiente non solo ad alimentare la Casa, ma essere in  grado di innaffiare i giardini e l’orto che vorremmo fare. Siamo sicuri che gli Angeli aiutano i nostri bambini. Che il buon Dio continui a benedire tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di quest’Opera!!”.
Apprendiamo con gioia che anche loro adesso beneficiano dei prodigi dei nostri Angeli.
Febbraio 2016. Completata la parte progettuale dell’architetto ed ultimate le pratiche burocratiche, è iniziata la costruzione del Centro di FormazionePorta Aperta” ad Irecé .
Dopo mesi di lavoro per livellare il terreno, gettare le fondamenta e il massetto, sono cominciati i lavori per innalzare i muri del pian terreno e le colonne portanti come documenta la foto.
“Porta Aperta” accoglierà’ ragazzi di età compresa tra i 7 e i 13 anni, con l’obiettivo di garantire loro una formazione scolastica, culturale, spazi aperti per giochi, attività’ sportive, corsi musicali, di computer, studio delle lingue e la speranza di offrire loro un futuro sereno.
In Brasile, i ragazzi poveri non possono permettersi di pagare il doposcuola per cui bighellonano per strada con il rischio di essere arruolati dalla malavita locale per furti e spaccio di droga.
Purtroppo, - ci racconta Mons. Tommaso-, la povertà, la mancanza di condizioni degne di vita crea molte volte terreno fertile affinché la malavita possa arruolare, soprattutto tra gli adolescenti, personale disponibile a collaborare”.
Il Centro, oltre all’accoglienza, si pone un importante obiettivo di aggregazione ed educativo-formativo per questi giovani durante un momento importante della loro crescita, la fase preadolescenziale, aiutandoli inoltre ad acquisire le abilità’, le conoscenze e competenze relazionali utili per il loro sviluppo. Il progetto sta andando avanti, per il momento abbastanza speditamente e l’avanzamento dei lavori ci viene “raccontato” dalle innumerevoli foto che Padre Tommaso ed i suoi collaboratori ci inviano di frequente, rendendoci tutti partecipi di questo nuovo miracolo...
La realizzazione di quest’opera è economicamente molto impegnativa, ma, come sempre, non ci si perde d’animo... Siamo sempre impegnati nella raccolta di fondi tramite il tradizionale mercatino di natale presso la parrocchia di San Policarpo, la realizzazione delle bomboniere solidali, le donazioni liberali e molte altre attività’..., sempre pronti a darci da fare, ma più che mai fiduciosi che la Divina Provvidenza ancora una volta sia particolarmente benevola nei nostri confronti.
... “La speranza viene dal Signore. Il Signore viene a trovare il suo popolo dappertutto, la devozione del nostro popolo costituisce una riserva spirituale”.
Papa Francesco
...mattone dopo mattone...
Da Mons. Tommaso Cascianelli- Irecè-Bahia (Brasile) 26 Gennaio 2017. “Oggi è un gran giorno, dobbiamo fare la gettata di cemento del primo piano di “Porta Aperta”. La betoniera è arrivata e gli operai sono pronti. Vi avevo detto che ad Irecè non abbiamo una betoniera con il braccio lungo per far arrivare il cemento al primo piano della costruzione? Ma non fa niente, noi sopperiamo con l’impiego di tante persone (in questo caso 80) che portano il ce­mento velocemente lì dove serve. Sapete, dobbiamo coprire i 600 mq di solaio in poco tempo, prima che il cemento tiri... e bisogna darsi da fare, coordinare tutto e tutti: le fila di operai che si passano di mano in mano i secchi pieni e quelle che si passano i secchi vuoti. Vi invio qualche foto così siete partecipi anche voi del gran da fare.”..
Un caro saluto e che Dio vi benedica Vostro Padre Tommaso
Le foto sono più eloquenti di qualsiasi scritto…
Ecco il risultato dopo una lunga giornata di lavoro
...mattone dopo mattone...
Le notizie e ancor più le immagini che continuano ad arrivare frequentemente da Mons. Cascianelli sull’avanzamento dei lavori del Centro di Formazione Porta Aperta hanno sempre il potere di emozionarci.
Ogni volta, rimaniamo incantati constatando l’avanzamento dei lavori: la Casa assume sempre più l’aspetto definitivo e si mostra sempre più bella e imponente. Immediatamente giriamo foto e notizie tramite whatsApp ai membri dell’associazione e i commenti sono di stupore e di felicità per l’andamento veloce dei lavori.
E pensare che solo due anni fa era ancora soltanto un sogno nella mente e nel cuore di Mons. Cascianelli.
Ora restiamo increduli ad ammirare quelle mura tirate su in cosi poco tempo: chi la sta facendo crescere così velocemente questa nuova Casa, nonostante la crisi che ci attanaglia e i contributi diminuiti paurosamente? Non pensate anche voi ad un piccolo miracolo?
Ci invade una marea di sensazioni ed emozioni e siamo ben consapevoli che Qualcuno, dall’Alto, sta pensando a quei ragazzi che in essa troveranno accoglienza, protezione, affetto e l’opportunità di costruirsi un futuro.
Non solo le foto parlano d’amore, di gioia, di attesa, anche le notizie che riguardano il futuro del Centro sono incoraggianti e rassicuranti: stanno arrivando numerose offerte di collaborazione gratuita da parte di insegnanti del posto pronti a dedicare il loro tempo e trasmettere le loro competenze e il loro affetto ai ragazzi che nella Casa saranno accolti.
Padre Tommaso, che segue i lavori passo, passo come un perfetto capocantiere, controlla che tutto proceda nel migliore dei modi ed è sempre pronto ad apportare delle variazioni al progetto iniziale al fine di migliorarne l’utilizzo e la praticità. Recentemente ci ha informati di una ulteriore modifica: utilizzare lo spazio vuoto tra le fondamenta e l’impiantito inserendo delle grosse cisterne capaci di contenere 25.000 litri di acqua piovana da utilizzare per innaffiare l’orto.
L’orto è da sempre un altro sogno di Mons. Tommaso e sorgerà tra le due Case, quella degli Angeli e Porta Aperta, per insegnare ai giovani a coltivare verdure e ortaggi, alimenti lì poco conosciuti ma estremamente necessari per una sana alimentazione che invece adesso si basa esclusivamente su prodotti ricchi di zuccheri con le conseguenze che ciascuno può trarre.
SUOR DOLCE DEI POVERI
la Madre Teresa del Brasile:
E’ proprio vero quello che dice sempre Monsignor Cascianelli: “E’ lei che fa tutto e che dirige la diocesi”. Parliamo di Suor Dolce, la Madre Teresa del Brasile, che ha amato tanto i poveri e per loro ha speso tutta la sua vita. “Suor Dolce dei Poveri, l’Angelo buono del Brasile risplende tra quei cristiani che hanno fatto della carità a Dio e agli altri la base della loro vita” (Atti della sua beatificazione). In segno di affetto, di gratitudine e di immensa considerazione, Mons. Tommaso ha espresso il desiderio che la Casa “Porta Aperta” fosse dedicata a Lei che lo ha chiamato accanto a sè quando a 35 anni era arrivato missionario in Brasile. Il giovane Padre Tommaso conoscendola per la fama di santità che la circondava, si meravigliò che chiedesse proprio di lui e si presentò davanti all’anziana suora molto intimidito. Suor Dolce gli chiese di collaborare con lei e gli disse: “Ricorda che d’ora in avanti avrai tre mamme. Quella che ti ha dato la vita, la Mamma celeste e me”. Ogni volta che Padre Tommaso lo racconta si emoziona moltissimo, tanto che gli spunta qualche lacrima. Quando Papa Giovanni Paolo II è tornato in Brasile, nell’ottobre 1991, la suora non poté andare all’incontro come aveva fatto nella prima visita del Pontefice, perché inferma nell’ospedale dei poveri che lei aveva fatto costruire. Paternamente, il Santo Padre le fece visita. Padre Tommaso e Suor Dolce lavorarono insieme fino alla morte della Suora avvenuta nel 1992.
Beatificata dopo soli diciannove anni, il 2 maggio 2011, l’ “Angelo Buono del Brasile” è la prima beata della terra di Bahia. Ora gli altri due miracoli richiesti per intercessione della Beata Suor Dolce sono avvenuti, Mons. Cascianelli ha depositato in Vaticano l’istruttoria di cui era a capo, il processo canonico è al termine, si attende solo la sua prossima canonizzazione ...
A Lei sarà intitolata la nuova opera che l’Associazione sta portando avanti in Brasile. La beata di Salvador ci tiene tanto a quest’opera e si vede. I lavori procedono a meraviglia. Chissà che nel 2019 non potremo fare contemporaneamente la canonizzazione di Suor Dolce e l’inaugurazione di quest’altro importante Centro Educativo che sarà complementare alla Casa degli Angeli?
L’ immagine parla da sola: il tetto è stato completato ma c’è ancora tanto da fare.
Confidiamo nell’aiuto di ciascuno di voi perché, come dice nostro Signore:
“Quello che avrete fatto all’ultimo dei miei fratelli, l’avrete fatto a Me”.
Aprile 2018.  Un’ immagine sa esprimere meglio di molte parole il sentimento o l’emozione che si vuole trasmettere, per cui eccovi l’esterno quasi completato del Centro di Formazione “Porta Aberta”, anche se mancano ancora porte e finestre. Già sogniamo il giorno della sua inaugurazione, anche se sappiamo bene che ci vorrà ancora un bel po’. Gli operai sono passati alle opere interne: pavimentazioni, rivestimenti di bagni e cucine, impianti elettrico e idrico, controsoffitti, ecc.
Il nuovo sindaco di Irecè ha fatto visita alle due strutture ed è rimasto entusiasta dei Progetti e degli obiettivi che si intendono perseguire tanto che ha proposto di formare con i giovani una banda musicale sia per le festività religiose che istituzionali promettendo che avrebbe provveduto a tutti gli strumenti da esterno necessari e come pure ad illuminare la zona intorno alle due costruzioni, cosa che ha fatto eseguire il giorno successivo, provvedendo a far installare tre fari lungo i perimetri dei due edifici (vedi foto). Inoltre, il primo cittadino, ha promesso che quando saranno ultimati i lavori abbellirà tutti i marciapiedi intorno alle due Case con piante e fiori. I fari sono visibili da tutta la città: i ragazzi anche da lontano li vedranno e sapranno che seguendo quel fascio di luce troveranno una Casa che li aspetta in qualsiasi ora. Porta Aperta, appunto.
Quel sogno espresso da Mons. Tommaso e accolto con tanto entusiasmo dalla nostra associazione si sta realizzando mattone dopo mattone. Naturalmente dobbiamo cominciare a pensare per tempo anche agli arredi necessari a rendere la struttura immediatamente funzionale per i giovani ospiti. Ne abbiamo parlato con qualche amico e abbiamo già avuto adesioni straordinarie: la nostra carissima Adele ha mandato una generosa offerta più che sufficiente per comprare la batteria a nome del nipotino Francesco; la meravigliosa amica Paola ha colto al volo l’occasione di fare due cose contemporaneamente: regalare alla suocera Mattia per il suo 102° compleanno 10 tavoli scrittoi che... saranno utilissimi ai nostri ragazzi. E poi la stupenda Maria
Grazia, mamma di Piggi che troneggia nella sua cucina della Casa degli Angeli, ha voluto che anche il marito Roberto fosse ricordato nel Centro di Formazione con quattro computer, la stampante e 60 sedie con scrittoio.
La sera sul tardi, la telefonata della nostra cara amica Cesarina e delle splendide figlie Fabiola e Stefania che hanno mandato la somma necessaria all’acquisto di entrambe le cucine, in memoria del loro carissimo Papà Giacomo. Che meraviglia!!! Franco ed io ci siamo emozionati tantissimo anche perché è accaduto tutto in due giorni!!!
Su tutti gli oggetti verrà applicata una targhetta indelebile con il nome del donatore o della  persona che si vuole suffragare scrivendo “in memoria di....” o “in ricordo di...” in suffragio  di...”
Le donazioni dovranno essere fatte all’Associazione con bonifico, bollettino postale o Paypal etc come consuetudine, scrivendo nella causale il codice dell’articolo che si intende donare e il Nome e Cognome del beneficiario se diverso dal donatore.
Prima di scegliere il vostro arredo consultate nel sito l’elenco degli articoli ancora disponibili che ci ha inviato Mons. Tommaso Cascianelli.
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