Centro di accoglienza per adolescenti - Associazione Gianluca Felici Onlus

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Centro di accoglienza per adolescenti

Progetti in atto

Mons. Tommaso ci propone un nuovo progetto per completare l’opera iniziata con la Casa degli Angeli.   


Nei primi giorni di settembre sono intercorse parecchie telefonate  tra noi e Mons. Tommaso Cascianelli. Bisognava scambiarsi notizie, concordare arrivi e partenze, numero di persone, numero di stanze da prenotare in albergo, a Salvador, prima tappa del viaggio e poi ad Irecé, per i componenti la nostra Associazione che il 19 settembre avrebbero partecipato all’inaugurazione della Casa degli Angeli.  
In ogni colloquio si percepiva che Padre Tommaso aveva qualcosa in mente ma ci girava intorno, la prendeva alla lontana, come si suol dire. Una frase gettata lì, senza parere:

  “E’ rimasto tanto terreno accanto alla Casa degli Angeli...”
 Poi una considerazione: “Beh, certo staranno benissimo d’ora in poi i nostri bambini nella Casa, ma solo fino ai sei anni...”  
Nella telefonata successiva, una constatazione:
  ”Qui non tutti possono permettersi di rimanere a scuola il pomeriggio per fare recupero scolastico, i compiti e le varie attività. Ci vogliono soldi perché la scuola si paga. I figli dei poveri escono alle 13 e, siccome a casa non c’è nessuno perché i genitori si devono arrabattare con tanti lavoretti, stanno per strada, diventando manovalanza degli spacciatori di droga, pronti a fare le ”consegne” per un reale (moneta del Brasile), fino a diventare essi stessi spacciatori”.

Ma non aveva il coraggio di rivelarci il sogno che già da parecchio prendeva forma nella sua mente.
  E’ bastata una domanda da parte mia: “Cosa possiamo fare, allora?” Ed è stato come aprire un rubinetto: il progetto, già perfettamente chiaro e delineato nella sua mente nei minimi dettagli, è sgorgato come zampilli d’acqua da una fonte.

  “Possiamo edificare una struttura per i ragazzi dai sette ai dodici anni, così quando escono dalla Casa degli Angeli possono proseguire in quella accanto.    Ci vorranno aule per recupero scolastico e studio delle lingue, anche dell’italiano, (l’ho fatto a tanti giovani quando avevo più tempo), per prendere dimestichezza con il computer, per studiare musica e composizione. Una palestra per la ginnastica e una sala per insegnare la danza, sai, i brasiliani il ritmo ce l’hanno nel sangue.
  Poi un gioco all’aperto, magari pallavolo. Queste attività sarebbero molto allettanti per sottrarli alla strada. Ho anche le persone giuste per seguirli: tre suore il cui carisma è proprio quello dell’animazione giovanile. Basta riservare loro, nella struttura, un paio di stanze, bagno e cucina. Inoltre degli insegnanti si sono offerti di dare lezioni gratuitamente.

Mi piacerebbe anche fare dietro la Casa un orto, gestito e curato dai ragazzi e far loro mangiare quello che hanno seminato, piantato, innaffiato e visto crescere, perché bisogna invogliarli a cambiare il loro modo di nutrirsi. Troppi carboidrati, troppi zuccheri assorbiti dai dolci e dalle tantissime specie di frutta tropicale. Purtroppo molti diventano obesi giovanissimi e altri hanno il diabete già da piccoli.
  Si potrebbe edificare su due piani, come la Casa degli Angeli. Al piano terra la sala di musica e da ballo, con la palestra; al piano superiore l’appartamentino per le suore e le aule per lo studio.
  Per prima cosa però, occorre scavare un pozzo, dobbiamo scendere oltre i cento metri, così mi ha detto l’ingegnere, ma l’acqua è indispensabile già da ora, con la piena attività della Casa degli
Angeli. Le spese per la realizzazione del pozzo si è prontamente offerta di sostenerle la nostra amica Gina Bellocchio, in memoria del marito Costanzo.

Era tutto chiaro, ben definito, chissà da quanto tempo elaborava questo progetto con il timore, però, di proporcelo.
Finalmente ce l’aveva fatta! Tirò un bel respiro ed aspettò con ansia la mia risposta. Pregai il Cielo di darci un segno di approvazionne che arrivò la mattina stessa.  L’ultima telefonata di Padre Tommaso:
Quando il Signore bussa al tuo cuore, aprigli la porta”…
Naturalmente anche il nome della nuova struttura era nel suo sogno:
Centro di Formazione “
PORTA APERTA”, sotto la protezione di suor Dolce, la Madre Teresa del Brasile, dichiarata beata e prossima alla canonizzazione, alla quale Padre Tommaso è attaccatissimo perchè la suora l’ha chiamato a collaborare con lei dopo qualche anno dal suo arrivo in Brasile.
Un altro progetto da realizzare! Ma non era questo in fondo ciò che aspettavamo?
Ricominciare, trasformare il Vangelo in “fatti” e andare avanti fiduciosi nella Divina Provvidenza!
Mi guardo indietro e rivedo i nostri inizi incerti, diciannove anni fa. Poi mi passano davanti agli occhi, come diapositive, tutte le immagini dei progetti realizzati ai quali si è aggiunta da poco l’ultima perla: la Casa degli Angeli di Irecé. Più andiamo avanti e più sentiamo accanto l’aiuto della Provvidenza che ci dà forza e coraggio. Mi viene un forte dubbio che siamo solo pedine perché è Lui che sta operando.

Noi avremmo potuto fare ben poco con le nostre povere forze. Allora non c’è che una sola risposta: noi ci stiamo, siamo pronti a ricominciare.  
Stiamo per andare in stampa quando arriva una mail da Irecé:
Pace e Bene!
In allegato la foto della perforazione per il pozzo artesiano della Casa degli Angeli.

Non è per un caso che ha ricevuto il nome Casa degli “Angeli” perchè, con la crisi idrica in cui viviamo nella diocesi, e nonostante le previsioni dell’ingegnere che pensava di dover scendere oltre i 100 metri di profondità, a soli 30 mt di perforazione già sgorgava tanta acqua sufficiente non solo ad alimentare la Casa, ma essere in grado di innaffiare i giardini e l’orto che vorremmo fare. Siamo sicuri che gli Angeli aiutano i nostri bambini. Che il buon Dio continui a benedire tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di quest’opera!!”.
Apprendiamo con gioia che anche loro adesso beneficiano dei prodigi dei nostri Angeli.

 
 
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