Brasile: progetti di utilità sociale realizzati dall'Associazione Gianluca Felici - Associazione Gianluca Felici Onlus

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Brasile: progetti di utilità sociale realizzati dall'Associazione Gianluca Felici

Progetti realizzati

VILLAGGIO DELLA GIOIA

 

Il Progetto è decollato dopo l’incontro, avvenuto a Roma nell’aprile 2009, con Mons. Luigi Ferrando, dal 1996 vescovo di Bragança (Stato del Parà-Brasile).
Abbiamo voluto denominarlo "VILLAGGIO DELLA GIOIA"  perchè meglio può esprimere  la serenità e la speranza che, con le nostre casette, ci prefiggiamo di donare a quelle persone che nella vita non hanno avuto niente, neppure una carezza.
Abbiamo voluto iniziare con loro un'opera di recupero e di formazione partendo da un alloggio che possa dare  decoro e dignità umana ad un individuo.

Clicca per vedere il video

Abbiamo voluto mettere in apertura, il filmato con le coloratissime casette perché  ogni progetto realizzato è per noi una grande emozione e sicuramente lo sarà per le persone che lo hanno tanto generosamente finanziato.
"Le abbiamo dipinte con vernici, fondo di magazzino, che ci hanno regalato alcuni negozianti
", - ci spiega il vescovo, per giustificare i colori che le rendono allegre e  vivaci.
E in effetti piene di vita lo sono già perché da subito vi si sono insediate le famiglie assegnatarie, impazienti e felici di avere finalmente una casa vera, un rifugio sicuro, una protezione per i loro bambini. La comunità che beneficia
di questo progetto vive in  periferia, nella discarica di Bragança, rovistando tra i rifiuti per raccattare e poi rivendere tutto ciò che è riciclabile: metallo, vetro, carta e plastica.
La diocesi, che ha offerto il terreno della Chiesa,
ha stanziato per ogni casetta una superficie di 300mq (10 x 30). Questo per dare la possibilità di coltivare la parte posteriore ad orto il cui ricavato contribuirà al sostentamento familiare.
E già gli abitanti hanno recintato il loro orto e preparato il terreno per la semina e per interrare le piantine. Inoltre, con legname rimediato, ogni capofamiglia sta costruendo sul retro della casa  una tettoia-veranda  sotto la quale cucinare e mangiare, visto che, per il caldo, la loro giornata  si svolge per lo più all’aperto.
Le case,
che rimarranno sempre un bene della Chiesa, quindi della Comunità, vengono assegnate alle famiglie più bisognose con un contratto di affitto (naturalmente  simbolico) necessario per non alimentare speranze di acquisizione di diritto di proprietà e per evitare che l'uso in comodato possa rendere i beneficiari proprietari dell'immobile dopo solo due anni di possesso, come prevede la legge brasiliana.
Le quote di affitto, consistenti in pochi reali mensili (equivalenti a qualche Euro),  vengono versate su un conto comune che sarà utilizzato per la manutenzione delle case  stesse.

Il progetto viene gestito dal Vescovo insieme alla Caritas locale nei termini e alle condizioni che avevamo espresso e che hanno pienamente coinciso con quelle del prelato: aiutare i più poveri, i più derelitti, senza favoritismi o discriminazioni.
Le foto in alto documentano la costruzione delle prime dodici casette, infatti da pochi giorni si sono aggiunte le ultime due della foto a destra
:

  • Due case sono state offerte dalla Sig.ra Adele Cacciabue per il dono dei due nipotini Gabriele e Giorgia Lisa;

  • tre case sono state realizzate con le offerte de "Gli Amici di Pasquale" tornato alla Casa del Padre nel fiore degli anni;

  • una dedicata dai Sigg.ri Foggia alla memoria del loro Andrea anche lui ritornato in Cielo di primo mattino;

  • un’altra costruita con il contributo offerto dalla Sig.ra Maria Rosa Lombardo;

  • una, dono delle sorelle Fabiola e Stefania Fatello;

  • un’altra offerta da Eleonora Lombardo

  • una offerta da Lucia in memoria di Francesco e da Giorgina in memoria di Mauro e Valentino;

  • un’altra costruita con il contributo di Franco Felici e di Federica e Ferdinando Pagnotta;

  • e infine una offerta da Pina Galvagno in memoria del fratellino Antonino –C. R. G.   

La targa apposta sulla facciata di ogni abitazione con il nome dell’offerente o "in memoria di", è incisa in rilievo su lastra d’acciaio e reca lo stemma della  diocesi di Bragança.  
Monsignore è contento che la sua gente stia meglio, che la Chiesa non si limiti a predicare, ma vada incontro ai bisogni dei più poveri.
Ci parla dei papà e delle mamme ora più sereni e fiduciosi nell’avvenire; dei bambini, timorosi di sporcare, che stentano a credere che si possa calpestare un pavimento così lucido; che per loro ci sia una stanza: quella dei maschietti e quella per le bambine, con le porte per giunta!
Ci racconta dei più anziani che vogliono farsi fotografare davanti al lavello, orgogliosi di avere l’acqua in casa...

Certo sarebbe molto bello poter continuare ad ingrandire con altre casette il Villaggio della Gioia, ma... Ci sono alcuni "ma" che frenano il nostro entusiamo a proseguire su questa strada:

  • I costi sono lievitati tantissimo da quando il progetto è partito nel 2009. Infatti se le prime cinque casette le abbiamo costruite con una spesa di 3.000 € ciascuna, per le altre cinque era già lievitata con un costo aggiuntivo anche per le targhe e  per le ultime due abitazioni ci sono voluti 5.000 € ciascuna. L'associazione ha fatto fronte a tutte le spese accessorie  e maggiorate per tener fede alla parola data ai propri sostenitori  e per assicurare un tetto sulla testa di altri poveri derelitti che aspettavano fiduciosi.


  • Le  disagiate condizioni economiche in cui si è venuto a trovare il nostro Paese, non ci consentono di proporre ai nostri sostenitori progetti nominativi così onerosi.


Per adesso dobbiamo per forza maggiore fermaci qui, in futuro chissà?
Il futuro è nelle mani di Dio.

 
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