Albania: progetti educativi, formativi e di utilità sociale, realizzati dall'Associazione Gianluca Felici - Associazione Gianluca Felici Onlus

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Albania: progetti educativi, formativi e di utilità sociale, realizzati dall'Associazione Gianluca Felici

Progetti realizzati

CASA DELLA CARITA'
- Casa di accoglienza per disabili e anziani abbandonati


INAUGURAZIONE
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Vau Dejes, 6 settembre 2012.

Oggi è un giorno speciale per questa comunità.
Si sono date appuntamento a Vau Dejes le autorità civili e religiose di tutta l’Albania per assistere all’ inaugurazione della prima Casa della Carità albanese,
per erigere la quale abbiamo lavorato per ben 5 anni.

La Casa della Carità
Celebrazione di ringraziamento

La cerimonia è iniziata in mattinata con una messa solenne in Cattedrale concelebrata dall’arcivescovo di Tirana e Durazzo mons. Mirdita, insieme ad altri sei vescovi e oltre 30 sacerdoti.
Poi, nei giardini davanti alla Casa, sono iniziati i discorsi di circostanza delle autorità intervenute e veniamo chiamati sul palco perchè il sindaco e le autorità vogliono  consegnarci qualcosa... Non crediamo alle nostre orecchie: “Per il contributo e il sostegno dato all’Educazione e alla Formazione sociale delle generazioni e per l’amore particolare avuto verso i poveri ci viene conferita la cittadinanza onoraria albanese.

Le autorià di Vau Dejes, il Presidente del Consiglio e la popolazione vogliono in questo modo manifestarci la loro riconoscenza per il nostro essere presenti, per gli aiuti portati, per il nostro impegno nei loro confronti in questi sedici anni dalla dipartita del nostro Gianluca:

  • per le prime otto casette costruite per i senza tetto;

  • per il Centro Educativo Gianluca Felici in cui vengono accolti i bambini della zona Fangu e    che continuiamo a sostenere provvedendo a tutte le spese di gestione compresi gli stipendi per le maestre, le merende dei bambini, il materiale didattico, il riscaldamento e la  manutenzione e che abbiamo donato alla Parrocchia;

Il Centro Educativo Gianluca Felici
  • per il laboratorio-scuola di falegnameria iniziato con Mons. Giergi e portato a termine con Mons. Avgustini, per insegnare ai giovani un mestiere e, con esso, dare loro la speranza   di un futuro;

  • per il nostro impegno verso le famiglie in grave difficoltà economica che sosteniamo con le adozioni a distanza;

  • per le borse di studio elargite per dare la possibilità a tanti giovani di proseguire gli studi;

  • per la collaborazione anche con don Antonio Sciarra con i laboratori di ceramica e la costruzione della sede degli Ambasciatori di Pace;

Il laboratorio-scuola di falegnameria
  • per la costruzione dell'argine del torrente onde contenerne le acque che rischiavano di tracimare e recare danno alla scuoletta dei bambini e alla scuola di falegnameria;

  • per la costruzione del pozzo per i bambini di Fangu;

  • e, per ultimo, il nostro impegno verso i disabili e gli anziani soli con la costruzione della Casa della Carità.

Ora sono loro che allargano le braccia per accoglierci nella loro comunità...
E’ ovvio che ci sentiamo onorati ed emozionati per questo riconoscimento del tutto inatteso che ci è stato riservato, tanto che, a mala pena, riesco a proferire un breve discorso di saluto e di ringraziamento.

La sede dei ragazzi Ambasciatori di Pace

A seguire il taglio del nastro da parte di Mons. Avgustini e della sottoscritta, Francesca Felici, in qualità di presidente dell'Associazione insieme alla prima ospite della Casa, la piccola Regina.

La consegna a Franco e Francesca Felici della cittadinanza onoraria
Saluto e ringraziamento del presidente l'Associazione Gianluca Felici
Francesca Felici insieme a Regina al taglio del nastro
Regina, prima ospite della Casa della Carità
Regina

Un miscuglio di emozione e di gioia traspare sui volti di tutti  nel vedere come si sia rasserenato il viso  di Regina, dopo solo un giorno di permanenza nella Casa. Suor Rita e suor M.Grazia, le due suore Carmelitane della Carità che dirigeranno la Casa, dopo un bel bagno, le hanno messo la tutina portata da una bambina musulmana che abita vicino. Poi si è messa a letto, tra le lenzuole con le ochette, con suor Rita accanto, ed ha dormito per tutta la notte. E pensare che, a detta dei genitori, erano anni che non dormiva.

Franco e Francesca Felici con la piccola Regina

Quindi segue la benedizione dei tre piani della Casa con i rispettivi ambienti. Siamo commossi, né può essere altrimenti, ripensando a quante energie sono state profuse per la realizzazione di quest’opera che a pieno titolo sentiamo nostra.
Come dimenticare quell’appello che Mons. Lucjan Avgustini ci ha “indirettamente” lanciato raccontandoci della tragica scomparsa di Pierino, un giovane del paese con gravi problemi psichici, trascurato dai familiari, che è stato trovato morto per il freddo nel bosco in cui si era perso qualche giorno prima. Nessuno aveva dato l’allarme, nessuno l’aveva cercato…

Da questo doloroso episodio, del quale Monsignor Lucjan si sentì responsabile insieme a tutta la comunità, come asserì durante i funerali, è nata l’idea della Casa della Carità in cui accogliere disabili psichici e mentali e anziani abbandonati privi di assistenza.
Ci sono voluti quasi cinque anni, dalla posa delle prima pietra, per realizzarla. Quante volte si è stati costretti a fermare i lavori perché non c’erano soldi per andare avanti. Poi, succedeva quasi sempre un piccolo miracolo e… i lavori riprendevano. La Provvidenza ci veniva in soccorso.
Quanti mercatini, quanti capi ricamati, quante bomboniere solidali, quanti concerti e cene di beneficenza...  Quante mani tese a chiedere e a dare.

Installazione della cucina della Casa
Fabiana Biasini in un suo concerto di beneficenza a S.Giovanni a porta latina

Lo sa anche Don Pierluigi Giroli, Rettore della basilica di San Giovanni a Porta Latina, che tante volte ci ha ospitati spalancandoci le braccia e le porte della sua splendida Basilica romanica per i nostri concerti di beneficenza. Gli siamo grati anche perchè è voluto essere qui, per condividere con noi questo giorno di gaudio e di festa.
Oggi più che mai, al centro dell’attenzione ci sono loro, i diversamente abili.  Da quando è arrivato Mons. Avgustini, nel 2005, si è impegnato con tutte le sue forze per abbattere quel muro di superstizione e di pregiudizi per cui la persona con handicap era ritenuta una maledizione da tener nascosta. Ha fatto sentire forte la sua voce per la rivalutazione non solo cristiana ma anche umana e sociale dei diversamente abili.

Si deve a lui se, ora, sono finalmente accolti dalle loro famiglie e dalla comunità.
Facendo leva sui giovani e sulla loro mentalità più aperta, contemporaneamente alla Casa di mattoni è stata “costruita” la “Casa di Cuori
”: tanti giovani volontari pronti a seguire corsi di preparazione per imparare ad approcciarsi alle diverse infermità. Ora sono pronti ad alternarsi accanto alle carrozzelle, ai letti dei più gravi, ad imboccare chi non ce la fa da solo… Naturalmente sotto la guida di due suore esperte in questo tipo di attività, Suor Maria Grazia Lodi e Suor Rita Ferrari. Due suore splendide dal sorriso sempre dolce e contagioso, allenate ad ogni tipo di fatica e di sacrificio, che sfaccendano instancabili con un mangianastri in tasca e le cuffie per imparare la nuova lingua. In pochi giorni hanno già conquistato tutti, sani e ammalati.

I ragazzi della Casa di Cuori
Da sinistra, Suor M.Grazia, Franco Felici e Suor Rita
Regina in mezzo alle suore
con il Vescovo Mons Luciano
e con Francesca Felici

La Casa è davanti a noi, bella e imponente, quasi non crediamo ai nostri occhi. La commozione e la gioia per il nuovo traguardo raggiunto ci stringono la gola.

Una stanza degli ospiti

Ci emozioniamo nel vedere la sorpresa che il Vescovo e don Simon ci hanno riservato: la foto del nostro amatissimo Gianluca appesa al centro della parete del salone.
Un velo di malinconia ci assale pensando a tanti amici, a tanti nostri parrocchiani che con amore ci hanno affiancati e sostenuti nella realizzazione di quest'opera ma non potevano essere presenti per condividere la gioia del sogno realizzato…

Il salone con l'immagine di Gianluca

Le targhe, “in memoria di” o “dono di”, affisse accanto agli ambienti ci rimandano alle persone e ai gruppi della nostra parrocchia che tanto si sono prodigati e che con tanti sacrifici ci hanno sostenuto “adottando”  un locale o una stanza da portare a termine. Argentee e lumìnose, accanto alle porte dei vari locali, stanno lì a testimoniare quanto i nostri sostenitori si siano attivati per darci la possibilità di portare a termine questo progetto così importante.


A rappresentarli tutti i nostri amici c’è il nostro carissimo Parroco, Don Alessandro Zenobbi, nostra guida spirituale in questo viaggio e nostro più grande sostenitore. A tutti coloro che hanno reso possibile questo miracolo va un pensiero di affetto e di profonda gratitudine. Prima del rientro in Italia Don Alessandro e don Pierluigi hanno celebrato la prima messa nella cappellina della Casa per pochi intimi: noi e le suore presenti, secondo le intenzioni di tutte le persone che hanno contributo alla realizzazione di quest’opera.

Don Alessandro Zenobbi parroco di S. Policarpo - Roma

Con spirito di completa “fiducia nella Provvidenza”  la Casa vivrà di assoluta carità. Naturalmente, per quanto ci sarà possibile, continueremo a dare il nostro contributo aiutando l’opera che ora è pronta a rispondere al bisogno di assistenza amorevole dei membri più sfortunati della parrocchia, accogliendo nel suo grembo disabili e vecchi abbandonati in spirito di fraternità.
Grazie all’impegno e allo zelo del vescovo Mons.Lucjan Avgustini, del parroco don Simon Kulli e di tanti giovani volontari sarà lievito di fratellanza per tutti.
Sarà un faro luminoso, punto di richiamo e di incontro per tanti infelici, sarà un raggio di luce
che irradierà amore su tutta la comunità. E lì sarà presente il Dio vivente perché

ubi caritas et amor, Deus ibi est!


Aiutaci a fornire il sostentamento e le cure mediche necessarie ai disabili e gli anziani accolti nella “Casa della Carità”  che abbiamo costruito a Vau Dejes.

Sostieni la Casa della Carità.

 
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